Il Mosaico di Maddy PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 16 Luglio 2011 22:28

Origini del mosaico
Reperti archeologici delle città di Ur e Uruk testimoniano che i Sumeri , già nel 3000 a.C., abbellivano le loro costruzioni con decorazioni geometriche realizzate inserendo, nella malta fresca, coni di argilla dalla base smaltata di bianco, nero e rosso. Ornavano poi vasi e altre suppellettili con tasselli di madreperla, lapislazzuli e terracotta.


The Mosaic origins
Archeological finds from Ur and Uruk proves that Sumerians, in 3000 b.C. already, were embellishing their buildings with geometric decorations, made by inserting in fresh mortar, cone-shaped pieces of clay enamelled in white, black and red. They decorated also vases and other furnishings with pieces of nacre, lapis lazuli and terracotta.

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Il mosaico Romano
Le prime testimonianze di mosaico si datano attorno la fine del III secolo . C. Nel mondo romano ha intenti pratici, nasce dalla necessità di impermeabilizzare il pavimento di terra battuta e renderlo più resistente al calpestìo. Successivamente, con l'espansione in Grecia e in Egitto e quindi con gli scambi non solo commerciali, ma anche culturali, si svilupperà un interesse per la ricerca estetica e la raffinatezza delle composizioni. Inizialmente le maestranze provenivano dalla Grecia, ma ben presto il mosaico romano diventerà indipendente rispetto alla tradizione greca, diffondendosi in tutto l'impero. Si preferiscono temi figurativi, motivi geometrici, arabeschi e vegetazione stilizzata, nei quali i romani eccellono. I mosaici bicromi bianchi e neri fecero la loro comparsa nella I metà del II secolo d.C., sia figurati che decorativi. Essi vennero impiegati largamente nelle terme, negli ambienti di uso pubblico e nelle abitazioni meno lussuose. I mosaici policromi di derivazione ellenistica erano più rari e si trovavano soprattutto nelle province, specialmente in Africa. I maestri nordafricani, in particolare, esportarono in Sicilia, nella splendida Villa del Casale, una superficie musiva estesa oltre 3000 m2, ricchi di colori, riportanti scene di vita, di caccia, e di vario genere. Il mosaico parietale nacque verso il I secolo a. C., dalla necessità di rivestire sorgenti o fontane per resistere all'umidità. Vengono utilizzati smalti per arricchire la scala cromatica.

 

Roman Mosaic
The first evidences of mosaics are from the end of III century b.C.  In Ancient Rome it was meant to be practical, and it was born to make waterproof floors of beaten earth and make it highly resistant to tread.
Then with the Roman expansion in Greek and Egypt, with cultural and not only commercial changes; there will be a development in searching more esthetical and refined compositions.
First the mastery were from Greek, but soon Roman Mosaic will become independent from Greek traditions, spreading through whole Roman Empire; preferring figurative themes, geometrical motives, arabesques and stylized vegetation, in whom Romans excel.
Bichromatic mosaics in black and white made their appearance in the first half of the II century A.D., both figurative and decorative. They were extensively used in thermae, in public environments and in less luxurious houses also.
Polychromes Hellenic Mosaics were rare, and were mostly used in provinces, especially Africa. North-Africans masters in particular, exported in the wonderful Villa del Casale in Sicily, a mosaic art of more than 3000 square meters rich in colours; with scenes of life, hunting and various kinds.
Parietal Mosaics was born in I century b.C. out of necessity to cover springs and fountains, in order to make them waterproof. Glass Smalti were employed to enrich the chromatic scale.

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Il mosaico in epoca Bizantina

Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, il mosaico conobbe le sue espressioni più fulgide. Dal IV secolo volosi mosaici bizantini arrivarono anche in Italia. I mosaici che ornano le pareti delle basiliche delle due città imperiali, Ravenna e Costantinopoli, sono costituiti di tessere vetrose (smalti) e oro zecchino sono di una bellezza impareggiabile; l'impronta bizantina si distingue molto facilmente, le figure sono ferme, immobili, non hanno il senso del movimento. I personaggi non hanno un vero e proprio appoggio per i piedi, tanto che sembrano galleggiare sullo sfondo dorato, simbolo della luce di Dio.


Mosaic in Byzanthine Era
After the decline of western Roman Empire, mosaic knew his most shining expressions.
From IV century the fabulous Byzantine mosaics arrive in Italy also.
Mosaics that adorns walls of Basilicas of the two Imperial cities, Ravenna and Constantinople; are incomparable beautiful, and they were made with glass tiles (called “Smalti”) and pure gold.
Byzantine mark are easy to see: figures are standing unmoving,  they don’t have any sense of moving. Characters haven’t an out-and-out support, and they seem like floating on golden background, symbol of God’s light.

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Micro mosaico
Il micromosaico o mosaico minuto nacque a Roma alla fine del XVIII° secolo, questa particolare tecnica nasce l'esigenza di preservare opere pittoriche riproducendole in mosaico minuto che altrimenti sarebbero andate distrutte dall’umidità. E’ appunto intorno alla metà del XVIII° secolo che lo Studio Vaticano del Mosaico creò questo nuovo tipo di mosaico, fatto con le stesse tecniche del mosaico romano classico ma con tessere di gran lunga più piccole e sottili. Parallelemente a questo grandissimo impegno, L’Officina del Vaticano realizza opere per dei clienti privati. Nel periodo del Gran Tour l’aristocrazia europea, visitando le città d’arte italiane, in particolare Roma, contribuì alla nascita di vari laboratori artigiani dove si realizzavano oggetti di oreficeria quali se, bracciali, collane, orecchini ecc.; tabacchiere, piccoli quadri, fermacarte, tavoli e souvenirs di alta qualità di qualsiasi forma e dimensione, raffiguranti, all’inizio, soggetti neoclassici e poi vedute di monumenti romani, fiori, animali e scene di vita popolare.

 

Micro Mosaic
Micro Mosaic or Tiny Mosaic was born in Rome in the end of XVIII century.
That particular technique was born from necessity of preserve pictorial works that otherwise would  be destroyed by humidity, replicating them in micro mosaics. It is in fact around half XVIII century that the “Vatican Study of Mosaic” created this new kind of mosaic, worked with the same classical Roman technique, but with much smaller and fine Tesserae. At the same time, beyond this great commitment, the Vatican Workshop created also oeuvre for private customers.
Visiting Italians art cities (in particular Rome) during the Gran Tour period, European aristocracy contributed in the appearance of several laboratories where were realized goldsmith jewels such as brooches, bracelets, necklaces, earrings etc…; tobacco cans, small pictures, paperweights, tables and high quality souvenirs in any shape and dimension, with images; in the begin, of neoclassical subjects and then with views of Roman monuments, flowers, animals and scenes of all-day life.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Agosto 2015 13:51